Come lavoro

Il mio lavoro è aiutare le persone a risolvere problemi nel corpo, quando la natura fisica di questi problemi è neuro-muscolo-scheletrica. Mi definisco una terapista manuale, cioè mi prendo cura del corpo utilizzando principalmente tecniche manuali, integrando la terapia strumentale (Tecar, Ultrasuoni) solo quando necessaria ed efficace.

Per scegliere un professionista, oltre a verificare che sia una persona etica e preparata, servono sintonia e fiducia. Voglio fornirti alcune informazioni su come ragiono e lavoro, per permetterti di capire se ti senti di rivolgerti a me.

La sintonia si percepisce a pelle, è un sentire che avviene nel corpo. Io credo che ci si debba fidare sempre del corpo, perché è il più grande e perfetto recettore che abbiamo.
La fiducia è più una connessione, che può derivare dalla vibrazione della voce o si riconosce nello sguardo dell’altro, ma avendo una componente razionale vuole e cerca conferma nella comunicazione verbale.
Se sei in sintonia con me o ti ispiro fiducia, lo puoi intuire anche da come scrivo, ma per la conferma mi devi conoscere.

Il corpo comunica con sintomi chiari dove sta male e se mi vuole far accedere, ma può accadere che qualcuno abbia paura o faccia resistenza, anche senza esserne consapevole. Il dialogo è fondamentale per capirsi, comprendere il problema e decidere se vuoi farmi lavorare su di te.

Prima di toccare il corpo, ascolto quello che hai da dirmi con l’anamnesi e la lettura dei referti medici. Quando serve verifico queste informazioni effettuando dei test osteopatici, fisioterapici e la valutazione dei meridiani.

Il trattamento inizia quando ho abbastanza elementi per iniziare a sciogliere e sbloccare.

Credo in un migliore recupero e potenziamento della forza in seguito allo spegnimento del dolore.
Tendo a non fare esercizio terapeutico se il paziente ha ancora del dolore attivo, o comunque per chi va in palestra mentre non è ancora finita la fase riabilitativa, consiglio sempre di non allenare il dolore, ma di stare sotto la soglia di attivazione dolorifica.
Come diceva il mio Prof. Barindelli (metodo Sahrmann): “Ottieni ciò che alleni”.
Quindi se per esempio alleni un muscolo duro, costruisci forza sulla rigidità. Se alleni un’articolazione che ti fa male, danneggi i tessuti molli prima e poi l’osso.

Ognuno di noi è assemblato a suo modo e anche se trovo i punti di accesso al tuo corpo, non è certo che io ti possa aiutare, perché le variabili possono essere molte… ma una cosa la so: sono una che si impegna.

A livello di studio, mi piace accogliere le persone in un ambiente pulito e curato. Per lavorare devo essere concentrata, non uso musica. Preferisco non parlare di argomenti non attinenti al problema su cui sto lavorando, a meno che il paziente senta di dovermi raccontare qualcosa per aiutare la risoluzione del suo caso o per sentirsi più a suo agio.

Ascolta come ti senti adesso che sai qualcosa di me: se ti ispira, ti aspetto.